Considerando in generale la mia situazione al momento non c'è nulla, potrei dire, di più desiderabile che di un po' di sano, gaudioso, violentissimo sesso; nonchè, eventualmente -collateralmente- di una possibile relazione umana definibile con termini amabilmente agghiaccianti come "rapporto stabile". A cui non pensare, ma che procura sollievo.
Considerando questo, ecco, tu hai perfettamente senso. Tu, Entità Mediointellettualoide hai incontrovertibilmente logica.
Dovrei essere contenta. Chissà perchè non sono stupita. Esco.
Bisogna che andiamo in un pub tipico, sufficientemente decadente da poter accogliere il potenziale destrutturante metafisico dell'Entità con cui ho a che fare.
Bisogna che abbia birra sufficientemente destrutturante per assoggettare il mio cervello alle sue cazzate.
Mi racconta come fabbricano le sigarette in Venezuela e come il freddo che mi sbriciola le ossa peggiora se diventa freddo psicologico.
Fa domande, domande su di me -perchè lui è uno curioso-, aspetta le risposte per poter fare considerazioni intelligenti.
E' bello, penso. Il mio spirito razionale lo trova attraente. Mi ha riempita di lividi. Penso, è bello.
Con l'intera estensione della lingua produttrice di pungenti aforismi clonati che mi esplora un orecchio, guardo la barista che beve una birra mentre ne spilla una.
Sono talmente brava a darti ad intendere che ti desidero tanto da non riuscire quasi a trattenermi, che mi faccio schifo e non so' perchè non smetto.
Quando non è intenta a catalogare l'estensione della mia superficie corporea, la lingua dell'entità non dice cose stupide. Davvero.
Razionalmente potrei già amarlo.
Lo abbraccio e vorrei rompergli la mia pinta di birra metafisica cecoslovacca in testa. In faccia.
Considero la mia situazione e per qualche motivo voglio morire.
Ma prima scopiamo, magari.
Iscriviti a:
Commenti sul post (Atom)
Nessun commento:
Posta un commento